Città d'arte

La città fuori le mura

La scenografica piazza, già del Mercato, è coronata da una schiera di case e palazzi che si prolunga lungo tutto il Corso XXIX Aprile. Al secolo XVIII risalgono il Palazzotto Preti (o dell’Ospedale), la chiesa e il convento di S. Giacomo, situati nella medioevale Bastia Vecchia.

La storia della Piazza Giorgione e della sua funzione, fin dal sec. XIII, di luogo di scambi e commerci, è tutta legata alla posizione baricentrica di Castelfranco nel Veneto centrale. Per secoli, e fino a pochi decenni or sono, nel mercato cittadino si vendevano e acquistavano cereali e vasellami, ortaggi e tessuti, sementi e cordami. Ogni venerdì, i bovini riempivano la piazza, spingendosi, nei giorni di pioggia, fin sotto i portici, oggi trasformati in elegante passeggio. Intorno al mercato sorsero botteghe artigianali d’ogni genere; nel sec. XVI si edificò l’Hosteria alla Spada (palazzo Piacentini, affrescato da Cesare Castagnola), alloggio prediletto dai mercanti e dai cortei reali. Nel 1420, la Repubblica Veneta costruì, sul margine orientale della piazza, una loggia, il Paveion (padiglione), o “Loggia dei Grani”, ricostruito nel 1603, sede delle attività di contrattazione mercantile. Visibile dalla piazza e dal corso, si staglia il monumento a Giorgione, eretto nel 1878 (quarto centenario della nascita del pittore) sopra un isolotto artificiale all’interno del fossato (statua dello scultore Augusto Benvenuti; allestimento paesaggistico dell’architetto Antonio Caregaro Negrin). Sul Corso XXIX Aprile si affacciano i palazzi di ricche e nobili famiglie castellane del passato. Da nord verso sud: il Palazzo Pulcheri e il Palazzo Novello (sec. XVIII), con grande stemma in pietra in facciata. Oltre l’incrocio: i palazzi Spinelli (sec.XVI) e Bovolini-Soranzo, decorati in facciata da affreschi raffiguranti episodi mitologici.

Nella Bastia Vecchia, sulla via S. Giacomo, si incontra la chiesa di S. Giacomo Apostolo, eretta nel 1420 e ristrutturata tra il 1728 e il 1732, su progetto attribuito a Giorgio Massari (1687-1766). La sobria facciata introduce ad un autentico gioiello architettonico, nel quale si conservano pregevoli opere d’arte: la pala dell’abside (1616-1617) di Pietro Damini; i sei altari marmorei laterali; lo splendido altare maggiore; la luminosa pala del terzo altare di sinistra (circa 1740), opera di Egidio Dall’Oglio; il coro ligneo settecentesco con stalli intagliati in legno di noce. Addossato al fianco sud della chiesa: il convento si S. Giacomo, eretto nel 1420 e ricostruito ad inizio ‘700. Sul fianco nord di S. Giacomo, il cosiddetto Palazzetto Preti, la sola parte, costruita tra il 1761 e il 1769, del monumentale Ospedale progettato da Francesco Maria Preti, rimasto incompiuto a causa del trasferimento dell’istituzione ospedaliera nel soppresso convento dei Cappuccini (sito dell’odierna Casa di Riposo “D. Sartor”).

Sul lato nord del Borgo di Treviso si allineano palazzi di rilevante interesso storico-artistico. Chiude la schiera l’imponente villa Revedin-Bolasco, il cui muro di cinta racchiude uno tra i più straordinare giardini romantici, all’inglese, che si possano ammirare in Italia.

Oltre il ponte “ delle guglie” (iscrizione datata 1591), sul Borgo di Treviso prospetta il palazzo Riccati, ora degli Azzoni Avogadro Carradori, prolungato su via Ospedale da rusticali, progettati da Giordano Riccati (1709-1790). La facciata in materiale cementizio (architetto Giovanni Sardi) fu sovrapposta nel 1908 alla preesistente (sec. XVIII). Il palazzo Colonna (circa 1560), ora Rainati, austero nelle sue proporzioni dell’ordine ionico, fu ampliato alla metà del secolo XVIII verso est, il lato dove si trovano i palazzi Corner, eretti nella seconda metà del ‘600 e abbattuti ad inizio ‘ 800 dai Revedin, subentrati nella proprietà dei patrizi veneziani. I Revedin ridussero a coltura il preesistente giardino all’italiana, e con esso scomparve ogni traccia del cosiddetto “Paradiso” Corner, celebrato da scrittori e viaggiatori. La Villa Revedin, poi Bolasco, costruita tra il 1852 e il 1865 su progetto dell’architetto Giambattista Meduna, chiude idealmente questa passeggiata con la magnificenza del suo impianto architettonico e con la bellezza del suo parco all'inglese.